Climax

“Quindi lei crede ora che tra solo qualche minuto, attraverso il suo discorso, noi qui risolveremo per sempre e una volta per tutte il dilemma madre padre figlio che affligge l’umanità in maniera intrinseca da pressoché tutta l’intera storia bisessuata dell’albero?”

“Non abbiamo tempo per i dettagli.
Si tenga forte.”

Titolo

Fermati adesso
Smettila
Non ha senso

Cosa pensi di ottenere
Stai rovinando tutto
Sei patetico

No
Attieniti al testo
Voci

Mother Pain

Adesso cerco di migliorarmi
Aspetta
Non farmi male

Voglio colmare le mie mancanze
Siamo tutti qui per niente
Devo dirlo
Nessuno
Nessuno al mondo
Abbiamo tempo
Solo se questo si fa tentare
Abomini.

99

Non hai capito niente
Sei infinito!
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.
E lo sai.

E lo sai.

現実

Cerco sempre di mostrarmi forte
Ai tuoi occhi

Ma tu lo sai
Che non valgo niente

Forse
È per questo che ti amo?

Amo questo senso di sembrarti forte
Nonostante sia poi in realtà
Solo un

Povero.

Tre volte tre

A volte è come se prima di scrivere prendessi fiato. Come se sapessi che dovrò fare un grande sforzo, intraprendere un lungo cammino. Che poi che cosa c’è di più facile, dello scrivere a lungo?

La scrittura breve è più vulnerabile, è più molle, è più nuda. Facile preda degli squali.

Nei romanzi si annidano infiniti difetti, infiniti ingranaggi a vuoto. Nessuno li scopre, o meglio, tutti lo fanno, ma condonano. “Scrivere a lungo, dev’essere dura…”

Non conoscono i mostri
Dell’ermeta.