Noi poesie

L’arte, e la poesia in particolare, è solo un prodotto di scarto, un residuo indesiderato, un effetto collaterale, che si genera spontaneamente da ogni tentativo fallito di fare l’amore. Questo lo sanno tutti.

Quello che tutti non sanno però, è che alcuni di noi
Sono poesie.

Rubino (L’amore è una ciliegia)

Ogni tanto me ne dimentico.

Di che cosa?

Delle mie vittorie. Delle mie conquiste. Dei miei valori. Dei miei pensieri più alti. Anche dopo aver speso una vita per raggiungerli, me ne dimentico.

E poi mi ritornano in mente, quasi per caso. Un luccichio distratto nella notte, e sono di nuovo io.

Come quel rubino incastonato nella madreperla, a urlare in silenzio per farsi vedere, per poi ritrarsi ancora nell’esistenza fredda, quasi segreta e cristallina, dell’ombra di una pioggia che non assaporerò mai.

“L’amore è una piccola rosa in mezzo al deserto. – Pensai – Un miracolo che sboccia nel più ostile degli abissi.” Ma lei, quella sera, mi aveva svelato che esistono rose anche in mezzo al mare. Si lascerà portare via dalla corrente perché i marinai, storditi dal vino e dalle grida, le si sono addormentati accanto.

Ma senza vederla.

The One

Ma non lo capisci che quella giusta non esiste? Non è mai esistita.
Quella giusta sei tu. Sei sempre tu e sempre lo sei stata e sempre lo sarai.

Che io me accorga e nasca l’amore e la felicità e una bella storia e la perfezione.
O che io non me ne accorga e non nasca nulla, e noi continuiamo qui a chiederci quella giusta dov’è, e dove si troverà mai, e chissà che cosa sta facendo…

È così.

E tutto ciò è triste, perché tu sei proprio qui davanti a me.
E io lo so, oh quanto lo so, che sei tu quella giusta.

銭湯

Solo cose belle
Volevo solo cose belle
Stare in un bagno pubblico femminile
Con l’acqua e il vapore e il profumo di sapone

Quanto sono colorati
I capelli lunghi
Se il corpo è nudo

U.S.A.

Quel canto di uccellini
In quel momento sacro
Non era un regalo

Ma uno dei modi del mondo
Di dare il benvenuto
Al mio cuore

Manifesto

Laddove ci sei tu, non c’è dolore.
Non c’è conflitto. Non c’è battaglia. Non c’è divisione.

Non ci sono orgoglio ferito né sguainato, né sangue amaro né versato.
Non ci sono pazzie, né stranezze, né sfoghi.
Non ci sono giochi.

Non c’è nemmeno poesia, a dire il vero, né distinzione alcuna tra bianco e nero. Non c’è colore. Non c’è visione. Non c’è parola. Non c’è astrazione. Non c’è movimento. Non c’è distruzione.

Non c’è vibrazione.

Non ci sono assenza, diamanti, né introspezione.
Non c’è neanche bellezza in realtà, perché non c’è un esteriore.

Quelle notti

Poesia.

Devo creare per sopravviverle.
Devo distruggerle per vivere.
Devo riviverle per riderne con lei, di lei, per lei.

Devo ridirle di ridirmi il suo nome.

O forse no. Forse mi basterebbe solo il suo profumo.