Crepuscoli

Ogni tanto eravamo fermi a parlare da un po’, e io mi rendevo conto che non sapevo assolutamente perché ci fossimo fermati proprio lì. Mi colpiva il fatto che erano punti particolari del parco, in cui nessuno si sarebbe mai fermato. Ad esempio proprio di fianco a una panchina, lei dandole le spalle, ma senza nemmeno sedersi o considerare l’idea. L’unica cosa che mi veniva in mente, era che lei aveva deciso così. Era come se mi stesse portando nel posto più adatto da cui cominciare a condurre il ballo. Dopo qualche secondo, infatti, facevo qualche passo assieme a lei, fino a finire da qualche altra parte. Quella nuova sistemazione, sorprendentemente, aveva sempre una nota poetica molto graziosa e particolare.

Prima ci sedemmo in un prato, con le nuvole rosa del cielo del crepuscolo che si scurivano davanti a noi. Mentre ammiravamo quel piccolo squarcio di grazia, misteriosamente sopravvissuto all’assordante squallore della grande città, si accesero d’improvviso i lampioni, prima inosservati, illuminando la nostra scena come in un teatro.

Poi, sempre partendo dal bordo di una panchina, ci siamo portati vicino al bordo di uno stagno. Il cielo aveva appena assunto i toni blu dell’imbrunire e le luci del parco, assieme a quelle delle giostre in lontananza, creavano un piacevole contrasto. Una delle prime cose che ho pensato, dopo essere tornato a casa, è che se in quel momento avessi avuto con me una macchina fotografica ne sarebbe uscita una foto magnifica.

Era la sua caratteristica principale. A un certo punto, mentre eravamo assieme, ci ritrovavamo in un posto apparentemente privo di significato e poi, d’un tratto, mi veniva di portarci leggermente più lontano, dove potevo assistere alla magnifica scena di lei che si fondeva con il suo paesaggio in un estasi di beatitudine e idilliaca perfezione. Successe diverse volte.

Bellezza sullo stagno, bellezza nel prato, bellezza davanti alla villa di un re.

Le luci perfette al momento perfetto. La luna gigante all’orizzonte. Un momento di pace, nel verde, e il suo sorriso.

Io, in un misto di voglia di farmi vedere, essere all’altezza della situazione, e ricordarmi tutto per sempre, faccio la mia parte. Le dico quello che penso, cioè che la trovo una modella bellissima e ideale per le foto. Le dico che scriverò qualcosa di bello su di lei.

Una promessa.

E tu lo sai bene, che le promesse non sono il mio forte.